Ecco come stanno per toglierti le scarpe mentre cammini e cosa puoi fare davvero per tenertele ben strette ai piedi

Analisi

Set 27

Pizza impastata dai robot e surgelata: la reazione (anche violenta) dei napoletani

La notizia circola già da un pò di tempo: Nestlè Italia, con il sostegno del governo e della Regione Campania, sta trasformando lo stabilimento Buitoni di Benevento affinché diventi l’hub internazionale della pizza surgelata. Un progetto che prevede un investimento di 50 milioni di euro – in parte finanziati da un accordo stipulato con il Ministero dello Sviluppo Economico (attraverso Invitalia) e palazzo Santa Lucia – in un impianto industriale che, quando nel 2020 entrerà a regime, potrà produrre 350 pizze al minuto, incrementando di 150 unità l’organico impiegato, che attualmente ne conta un centinaio. Un programma che muove dall’idea dei vertici della multinazionale di portare la vera pizza napoletana nei freezer di tutta Europa e anche oltre, ma che non ha raccolto il favore proprio di tutti.

Infatti, se le istituzioni locali e nazionali hanno appoggiato e promosso l’iniziativa di Nestlè Italia, per il contributo che potrà apportare allo sviluppo economico della regione, da altre parti si è registrata una levata di scudi in difesa della pizza made in Naples, che nulla avrebbe a che fare con un prodotto realizzato da macchine industriali e distribuito come un surgelato.

Il primo a scendere in campo è stato l’avvocato Angelo Pisani, presidente di Noiconsumatori: «Basta con lo sfruttamento delle sane tradizioni campane: solo spot pubblicitari e vantaggi per i soliti ricchi – ha dichiarato il professionista –. L’ultima trovata di Governo e Regione che, anziché aiutare gli italiani, finanziano le multinazionali che “sfruttano” il territorio, commercializzando e promuovendo la pizza congelata invece dei noti prodotti e tradizioni locali». E, insieme al pizzaiolo Luciano Sorbillo, ha annunciato l’istituzione di un comitato per la tutela della pizza napoletana.

Poi, negli ultimi giorni i napoletani hanno tirato fuori la solita ironia per dire no alla pizza impastata dai robot e distribuita sotto lo zero termico. Sulla pagina di Facebook “Pizza napoletana” è apparso un video ambientato in un ristorante, dove ai clienti viene servita una pizza industriale. Una candid camera girata per registrarne la reazione, che spesso è esilarante, ma a volte risulta essere piuttosto violenta.

La clip, pubblicata quattro giorni fa, è già stata vista più di 900mila volte, raccogliendo quasi 10mila reazioni e oltre 11mila condivisioni. E a chi, tra i tanti utenti che hanno commentato il video, fa notare che le pizze industriali sono destinate al consumo domestico, i gestori della pagina rispondono: «Il video è chiaramente ironico, sappiamo benissimo che al momento quelle pizze non vengono servite in pizzeria, ma alla fine la realtà supera sempre la fantasia e continuare a distribuire in tutto il mondo quella roba, pubblicizzandola come vera pizza napoletana, e investire soldi pubblici per supportarne la produzione, mentre le pizzerie locali arrancano, potrebbe trasformare l’assurdità di questo video in una realtà diffusa, perdendo con il tempo l’arte e la tradizione della vera pizza napoletana».

Ma guarda un pò. E a chi si rivolge questa offerta?

Questa offerta si rivolge a chì, sempre più spesso (specialmente durante i mesi invernali), vuole restare in casa e mangiare una pizza decente senza dover uscire.

Lo so che stai pensando, “si ma che cavolo di pizza è una pizza surgelata… vuoi mettere una pizza industriale con una pizza fresca?”

E purtroppo però questo tuo parere resta appunto un parere. Perché la verità è che, dati alla mano, sempre più persone acquistano la pizza surgelata per consumarla a casa e dalle indagini che abbiamo condotto emerge che:

1) Gli intervistati si ritengono mediamente soddisfatti dai prodotti surgelati che hanno provato;

2) Molti degli intervistati mettono in primo piano la comodità di non dovere uscire da casa o non dovere aspettare tempi lunghi per una pizza ordinata nella solita pizzeria, rispetto alla qualità generale del prodotto;

3) Certamente non è il tuo caso, ma ancora tra gli intervistati abbiamo rilevato che su 10 pizzerie che conoscono 8 di queste fanno pizze da schifo, molto peggiori che quelle surgelate.

Pensi che ti basta oppure desideri ulteriori informazioni ?

Hai un margine molto risicato e la tua possibilità di continuare a competere con questi giganti del freddo passa davvero attraverso la cruna di un ago.

Hai solo due possibilità:

1) Puntare all’eccellenza con un prodotto di fascia alta e un servizio che nessun altro potrà offrire ai tuoi clienti, attirando a te la fascia migliore della clientela

2) Tirare a campare cercando di fare di tutto per tutti a prezzi competitivi (leggi stracciati) cercando di accontentare chi prima o poi ti cambierà comunque la faccia.

A te la scelta

In questo momento hai la possibilità di entrare nel circuito esclusivo Pizz’App 28 dove troverai tutto quello di cui hai bisogno per fronteggiare la crisi e i rischi che stanno investendo il settore della pizza.

E’ semplice. Inizia dalla compilazione del questionario che trovi QUI per ricevere tutte le informazioni di cui hai bisogno.

P.S. In questo momento non sei il solo pizzaiolo a leggere questo articolo, il tuo vicino di casa potrebbe anticiparti e farti fuori per sempre, dunque non perdere altro tempo, vai al quiz e ottieni comodamente a casa tua tutte le informazioni necessarie per far tuo il sistema. Lo trovi QUI.

 

Buon Business

Ti Aspetto,

Giampiero Vecchio

 

 

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